Nella topografia regionale dei loca sororum l'insediamento di Civita Castellana è collocato dalle fonti storiche tra i primi della provincia romana, anche se non è possibile allo stato attuale delle
conoscenze, data l'estrema sinteticità del dato, una verifica puntuale e circostanziata.
Un primitivo
nucleo di clarisse risulterebbe presente tra il 1222 e il 1228 nel territorio di Acquaviva, un insediamento sviluppatosi in epoca romana sulla via Flaminia a qualche chilometro dall'attuale centro abitato; segnata negli itinerari tardoantichi, fu sede episcopale nel V secolo, andando poi incontro ad un inarrestabile declino. Dovrebbe tuttavia essersi trattato di un'esperienza breve,
di una fondazione che si esaurì nel breve volgere di una generazione, senza ulteriori sviluppi,
dato che la notizia rimane isolata senza più riscontri nei secoli successivi.
Più consistenti sono, invece, le notizie relative alla fondazione del monastero suburbano, avvenuta
nella metà del XVI secolo, come possiamo desumere da una cronaca cittadina: Nell'anno 1548
del mese di Settembre si diede felice principio ad abitare dalle Sacre vergini il nuovo Monastero
di S.Maria delle Grazie dell'ordine di S.Chiara, essendo state mandate dal Monastero di S. Cosimato di Roma Filippa di Città di Castello, Placida di Sermoneta, Agnese et Angela Petronie
nostre cittadine santissime et espertissime monache, acciò insegnassero alle nostre novizie la legge del Signore. A dare immediato lustro al monastero fu la nobildonna Girolama Santacroce, vedova Orsini, che prese il velo della consacrazione insieme ad altre quattro sue nipoti e con tante altre sante donne condusse vita esemplare.
La storia del Monastero di S. Maria delle Grazie trascorre serena per lunghi secoli ma si conclude, purtroppo, in epoca moderna, con la conquista dello Stato Pontificio da parte dell'esercito sabaudo e con l'indemaniazione dei beni appartenenti all'asse ecclesiastico. Il fabbricato destinato secondo le intenzioni dell'Amministrazione Comunale, ad ospitare una caserma militare, fu negli anni '30 di questo secolo ampliato e trasformato in ospedale cittadino, che ancora oggi funziona regolarmente.
Suor Michelina Torregiani, che alla veneranda età di 96 anni ricopriva la carica di abbadessa, e le 9 suore superstiti furono costrette a lasciare in fretta il Monastero e trovarono provvisoria
sistemazione in un'ala di palazzo del centro abitato. Nel 1902 la nuova abbadessa la belga Maria Gertrude Hendrix, donna decisa e dinamica dotata di profonda spiritualità, senza lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà, avendo ricevuto in enfiteusi la Chiesa di S.Maria del Carmine ed il terreno adiacente, edificò a lato della Chiesa l'attuale monastero. Non soddisfatta di aver realizzato per le consorelle la nuova sede, nel 1912, cioè due anni prima della sua morte, attraverso una finta cessione alla duchessa austriaca Eleonora Orsola D'Aremberg, fece in modo che dinanzi al governo italiano risultasse proprietaria dello stabile con tutte le adiacenze e pertinenze una cittadina straniera, eliminando il rischio di altri eventuali incameramenti o requisizioni, come, grazie a questo
sotterfugio, si evitò che accadesse durante la prima guerra mondiale.
Nei decenni successivi il numero delle sorelle andò sempre più diminuendo anche se documenti d'archivio testimoniano l'entrata in Monastero di numerose giovani.
Nel 1992 in aiuto alla comunità composta di quattro sorelle molto anziane, il Vescovo Mons.Divo Zadi ha accolto altrettante sorelle provenienti dal monastero di S. Maria delle Grazie di Farnese (Vt) per proseguire il cammino della fraternità nella fedeltà al radicalismo evangelico ed edificare un'autentica comunità d'amore nel servizio reciproco.
Nel 1995 sono iniziati i lavori di restauro per la necessaria realizzazione degli impianti ed il
recupero delle originarie strutture del Monastero con la realizzazione del Coro, della cucina, del refettorio, della dispensa, della lavanderia. Tali lavori sono poi proseguiti nel 1997 con l'esecuzione del chiostro e di una
struttura ricettiva che ci offre oggi la possibilità di svolgere un servizio di accoglienza, che insieme
alla preghiera, all'ascolto della Parola, al lavoro riteniamo essere parte integrante del carisma francescano-clariano. La nostra foresteria mette a disposizione di tutti gli ospiti ambienti accoglienti arredati in francescana semplicità e soprattutto la Chiesa vero gioiello di arte, di storia e di spiritualità.
HISTORY OF THE CONVENT
According to historical sources the convent in Civita Castellana is among the earliest in the Roman province; evidences are however so poor that these data can hardly be verified.
Between 1222 and 1228 an earliest nucleus of Poor Clare Sisters seems to be present on the territory of Acquaviva, a settlement developed during the Roman period along the via Flaminia, not far from today’s built-up area. Acquaviva, present in late-ancient maps, was an episcopal seat in the fifth century and later underwent a relentless decline. This first nucleus probably had a very short existence, maybe a single generation without further developments, as there are no evidences during the following centuries.
Evidences of the foundation of the suburban convent, during the mid XVI century, are suggested by a local chronicle : ”On September 1548, the Sacred Virgins went to live in the new convent of Santa Maria delle Grazie of the order of St. Clare; Filippa from Città di Castello, Placida from Sermoneta, Agnese and Angela Petronie, our vey holy citizens and very pious nuns, were sent here from the Convent of St. Cosimato in Rome to teach our novices the law of the Lord…”
The noblewoman Girolama Santacroce, a widow of Orsini, threw lustre on the convent when she and four young women of her family took the veil and led an exemplary life with many other pious women.
For several centuries the convent of Santa Maria delle Grazie led a quiet existence until the modern age when the Papal State was conquered and dispossessed of its properties by the Savoyard army. During the ‘30s of the last century the building, that was to become a military seat, was widened and converted into a still existing hospital.
Sister Michelina Torregiani, who at the age of 96 was the convent abbess, and the other nine sisters, had to leave the convent and found temporary accommodation in a wing of a town building. In 1902, the new Belgian abbess, Maria Gertrude Hendrix, a firm and dynamic woman characterized by a deep spirituality, was given in perpetual lease the church of Santa Maria del Carmine and adjoining land; regardless of the many difficulties, on one side of the church she erected the present convent. In 1912, just two years before her death, through a feigned conveyance she transferred the property of the whole convent to the Austrian duchess Eleonora Orsola D’Aremberg. Being now property of a foreign citizen, the convent could not be expropiated, as it might have happened during World War I.
In the following decades the number of nuns decreased, though archives witness the entrance of numerous young women.
In 1992, the convent community being of just four aged sisters, the bishop Monsignor Divo Zadi welcomed four other nuns from the convent of Santa Maria delle Grazie in Farnese (VT), to continue the path to fraternity through faithfulness to evangelic radicalism and edify a true community of love through mutual service.
In 1995 were started the works for the restoration of the original structure of the Convent that was enriched with facilities along with a Choir, kitchen, refectory, and laundry. These works were carried on in 1997, with the building of the cloister and the guest-house that allows us to welcome guests. This service, along with prayer, the Word of God and work, is one with the Franciscan-Clarian charism. Our guests will find comfortable rooms, furnished according to franciscan simplicity, and the church, a true example of art, history and spirituality.